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Note biografiche

Sono nato a Udine, il 23 maggio 1960 da una famiglia piccolo borghese: mia madre casalinga, mio padre rappresentante. Secondo di quattro figli, abitavamo in sette in casa, con la nonna Nene che parlava solo friulano e quando c'è stato lo sbarco sulla luna, nel'69, in diretta TV, lei sosteneva che non era possibile, che erano solo dei cartoni animati. Ebbi tutto sommato un infanzia felice, negli anni 60 mio padre guadagnava bene, avevamo la tv e la macchina più bella di tutta la via (una Alfa Giulia super 1300), andavamo sempre in vacanza un mese a Lignano e un mese in Carnia a raccogliere ciclamini e funghi. Da piccolino mi piaceva molto giocare col Lego, poi ha imparato ad andare in bici e scorrazzavo per il quartiere con una banda di ragazzini. Il mio primo contatto con la musica fu un pianino tipo quello di Schroeder di Linus che mi regalò Santa Lucia (il corrispondente di Babbo Natale dalle nostre parti). Ricordo che riuscii a imparare tutti i pezzi del libriccino allegato grazie a un sistema che associava a ogni nota musicale un colore. Alle medie imparai a suonare il flauto dolce a mi appassionai subito. I miei, notando questo mio interesse, ebbero la felice idea di regalarmi un flauto traverso. In breve riuscii a entrare in conservatorio e studiai flauto per alcuni anni sotto la guida di Milos Pachor. A diciassette anni, in piena crisi adolescenziale, abbandonai in conservatorio, insofferente del clima conservatore (appunto) e, con i soldi guadagnati facendo la stagione estiva a Lignano in un supermercato, mi comprai un sax tenore. Così iniziai a studiare il jazz, che avevo conosciuto anni prima grazie a una cassetta di Sidney Bechet e a un magnifico vinile con Duke Ellington e Louis Armstrong: The Great Reunion, che non so come era arrivato a casa mia.

Nel frattempo frequentavo il liceo scientifico della mia città e